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Discussione: KRAMER - cyberpunk is not dead, is furry.

  1. #1

    Predefinito KRAMER - cyberpunk is not dead, is furry.

    Ok, lo so, non leggo spesso i vostri racconti, ma spero di poter ricominciare a farlo visto che ho appena scoperto la modalità "blu su bianco" che mi permette di leggere al computer senza perdere la cornea.
    E per lo stesso motivo mi sono impelagato nella scrittura di un racconto breve o non saprei come definirlo, tratto da una mia idea balorda.
    Qui vi lascio il "primo capitolo" versione piena di errori e strafalcioni che farà inorridire gli scrittori più avezzi.
    Ditemi cosa ne pensate sinceramente ed eventualmente mandatemi a fare in cuculo senza troppi discorsi.

    KRAMER

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    Mercoledì 18 maggio 2246

    Bruxells, ore 18:45

    ULTIMORA:

    Giovane Ragazzo gravemente danneggiato in seguito ad un incidente con un autocamion della nettezza urbana di Bruxelles, fonti ufficiali riferiscono che Mario KRAMER, 22 anni, disoccupato, abbia gettato i rifiuti nel preciso momento in cui il camion era in aspirazione, rimanendo risucchiato all’interno del trituratore . Fortunatamente il Chip neurale [richiedo approfondimento: chip neurale]

    > chip neurale
    >memoria fissa composta di chip in silicio superdrogato. Sviluppata nei laboratori di San…[omesso]…. Attualmente il chip è in grado di registrare memorie sensazioni e sentimenti ( anima?) della persona su cui è impiantato a frequenze variabili, in caso di eventuale morte cerebrale il chip potrà essere reinserito in una memoria fisiologica o sintetica tramite un procedimento chiamato agotransfer le cui tipologie di… [stop ricerca]

    il chip neurale è rimasto integro in seguito all’incidente. Indagini si stanno svolgendo sulle responsabilità della ditta appaltata, la LocaRecycling S.P.A. che dichiara i propri macchinari sicuri e certificati in base alle normative vigenti nel settore…
    >connessione interrotta


    CAPITOLO 1: UNA NUOVA CUSTODIA

    Lame, le lame si avvicinavano alla mia testa! Sento il loro rumore, ma non le vedo, l’interno del camion è totalmente oscuro. Non riesco a muovermi, i bracci meccanici mi stringono impedendomi di fare qualsiasi cosa, provo a scrollarmi lo stesso ma inutilmente, le lame roteano sempre più vicine, sposto la testa ma la lama comincia a tagliare i capelli, ora comincia a strapparmi brandelli di pelle dal cranio, urlo con tutta la mia forza nella speranza che qualcuno mi senta, speranza vana dato che il camion non ha conducente. Le lame sono fredde.

    Improvvisamente non sento più nulla, il dolore cessa così come tutte le altre sensazioni. Buio assoluto. Nel buio una voce.
    - Kramer!
    La voce risuona lontana, come pronunciata da un uomo che sta facendo gargarismi dall’altra parte di un valle oscura.
    - Kramer, mi ascolti, non si muova e mi ascolti-
    E dove mi dovrei muovere? Nel nulla?
    - Senta riguardo quello che ha provato fino a pochi istanti fa, si tranquillizzi, è tutto passato, lei è salvo, la sua pila curticale è stata salvata-
    ummm… a si, la pila, quella che mi hanno infilato in testa quando sono nato.
    -Si, esattamente quella, ora lei si risveglierà, mi capisce? Si risveglierà in un nuovo corpo offerto gentilmente dal comune a titolo di risarcimento-
    Hei, ma stai leggendo nella mia mente, smettila cazzo smettila!
    -non si preoccupi, vedo solo quello che passa nelle zone dedicate alla parola, ora la prego cerchi di rilassarsi-
    Come diavolo potrei rilassarmi se sono stato appena affettato come una mortadella?
    E poi perché ho questo sonno improvvisamente?
    Sonno.

    Mi sveglio su un letto, almeno sembra un letto da ospedale quello che ho sotto di me. Apro gli occhi, ma la vista è ancora sfocata a causa del risveglio. Attorno a me mi sembra di scorgere quella che sembra un piccola stanza d’ospedale, pareti tinteggiate in tintura lavabile, lampade al neon, e poche suppellettili in acciaio inox. Provo a muovere le braccia intorpidite. Una mano afferra la mia con gentilezza.
    -Mario! Mario come stai?-
    E’ la voce di Giovanni, il mio coinquilino. Provo a rispondergli anche se sento che la mia lingua è impastata ed intorpidita come il resto del mio corpo.
    -Giovanni, cough,-
    La mia voce è cambiata, ora è più acuta e meno maschile, sembra quella di un adolescente. Gli occhi mettono a fuoco la faccia di Giovanni. Un amico, 22 anni magro e dinoccolato, ha i capelli rossi e ricci, una faccia piena di lentiggini e spigolosa da cui fanno capolino due occhi di un verde non proprio brillante. Vedo anche il suo pullover giallo, l’ho sempre odiato quel pullover, che inoltre puzza anche di naftalina, pizza vecchia, e qualche accenno di deodorante di scarsa qualità.
    -Mario, mi dispiace, ho provato a dirglielo ma loro non hanno voluto sentire storie.-
    Mi disse con una faccia da cane bastonato.
    -Perché, cosa c’è che non và?-
    Mentre pronuncio quest’ultima frase, mi rendo conto che il palmo della mano (la mia) in mano a Giovanni era ricoperta da una peluria bianca. MI pietrifico per l’orrore, poi esamino meglio la mia mano, è totalmente ricoperta di una pelliccia bianca e corta, la giro, solo i polpastrelli ed alcune zone del palmo sono libere dal pelo ed hanno una pelle rosea e spessa.
    Alzo la mano sinistra, anche questa pelosa. Mi strappo di colpo le lenzuola che mi coprono gettandole in faccia a Giovanni.
    Sono senza parole quando vedo che anche il resto del mio corpo è totalmente ricoperto di pelliccia dal colore grigiastro.
    Una sensazione di panico mi prende, mi metto a sedere sul letto e provo a mettermi in piedi.
    Stranamente non riesco a toccare il suolo con i talloni, cado rovinosamente indietro, sbatto la schiena contro il lettino da ospedale, che a sua volta spinge Giovanni ancora avvolto nel lenzuolo per terra.
    Tra le imprecazioni di Giovanni, sollevandomi da terra con i gomiti osservo allucinato le mie gambe, muscolose e corte che terminano con dei lunghi piedi da coniglio.
    Guardando la superficie metallica di un armadietto vedo all’interno il volto di un essere ibrido che mi guarda, ha il muso corto e largo di un coniglio con tanto di baffi, grandi occhi dall’iride verdi posizionati frontalmente come quelli di una persona. E due lunghe orecchie piegate all’indietro attualmente. Io guardo il mostro, ed il mostro guarda me, no, sono io il mostro.
    Mentre sono assorto nell’orribile contemplazione del mio nuovo corpo, un’infermiere grassoccio e paonazzo, impacchettato nella sua tuta verde pisello, entra nella stanza facendo irruzione dalla porta ,si muove a passo veloce verso di me, probabilmente alla sua massima velocità. Una volta arrivato sopra di me, mi afferra per le orecchie che non ricordavo così lunghe, e mi ributta sulla barella urlandomi:
    -Chi diavolo ti ha detto di alzarti cretino!-
    Lo guardo stupito e dolorante, poi guardo anche la lunga coda, massiccia alla base e sottile al termine che esce fuori dal mio sedere . Muovo la punta, la punta si muove come dico io, poi provo a muovere tutta la coda e….
    -Hei RISPONDIMI!-
    Lo stronzo mi urla nell’orecchio. L’infermiere butta un’occhiataccia a Giovanni, poi con calma estrae dalla tasca uno strumento con un manico simile ad una pistola alla cui sommità c’è una superficie rettangolare e nera. Lo avvicina al mio collo e lo strumento emette un *bip* acuto.
    Legge qualcosa da un foglio elettronico che tira fuori di tasca e poi con tono monotono e stanco mi fa delle domande , mentre comincia a scrivere con uno stilo su un foglio palmare spiegazzato
    -Allora Mario Kramer giusto?-
    -Si sono io, almeno credo-
    -Signor Kramer, si ritiene soddisfatto del corpo procuratole dall’amministrazione unificata di Bruxelles?-
    -No, direi. E poi dov’è la mia assistenza psicologica e fisiologica post- transfer? –
    Provavo a far valere i miei diritti di cittadino.
    L’infermiere alza lo sguardo dal foglio, mi guarda con sufficienza.
    -Sono io la tua assistenza psicofisiologica. Ora rispondimi o ti rispedisco dentro la bara da cui sei uscito-

    Continuò per una buona mezzora con domande sul mio stato civile sulla mia vita ed altre amenità, Dopodiché mi diede delle pasticche da prendere in caso di mal di testa assieme ad un depliant stampato su carta elettronica da 4 soldi, con consigli spiccioli su come non diventare schizofrenici nell’arco di una settimana.
    Mi diede un pacco di fogli, vera carta filigranata in cui dichiaravo che ero felice e contento di uscire dall’ospedale con il mio nuovo culo peloso.
    -Se non le firmo?- Chiesi al tipo
    -Allora ti faccio firmare un altro foglio in cui dichiari che non soddisfatto-
    Firmai anche quel foglio ed uscii dalla stanza assieme a Giovanni.
    Continuava a sostenermi camminando al mio lato mentre io traballando sulle mie gambe, avanzavo lungo i corridoi dell’ospedale civile, pieni di muri ad illuminazione “ambientale” dai quali si vedevano pascoli verdi e mucche orrendamente sfigurate dalle crepe e dai segni dell’usura dell’intonaco ad oled. Ogni tanto da qualche porta a scorrimento un paziente vedendomi quasi sobbalzava dal letto, altre volte si limitavano ad un’occhiata incuriosita.
    -Davvero Mario, ti giuro non ci potevo fare nulla- Mi spiegava giovanni, circa la scelta del corpo
    -Non ci credo! Possibile che l’unico corpo che avevano a disposizione era quello di un pervertito che si divertiva ad andare in giro come un mostro per le strade?-
    -Guarda mi hanno fatto vedere soltanto i corpi di un tossicodipendente e di una vecchia battona li nel centro riciclaggio-
    Mi fermai immediatamente e lo guardai
    -E perché hanno fatto vedere a TE il mio possibile futuro corpo?-
    -Bhe, dato che i tuoi si sono ritirati in un server privato e non hai altri parenti, il tipo del centro mi ha fatto scegliere a me il corpo per farti…-
    Non gli lasciai finire la frase che le mie mani (pelose notai per l’ennesima volta) stringevano il suo collo, ero matto per la rabbia ed avevo il naso arricciato che gli sbuffava muco ed aria calda in faccia.
    -Grandissimo stronzo! Ma come diavolo ti è venuto in mente di farmi una cosa del genere?-
    Gli urlai mentre insieme ruzzolavamo per l’ennesima volta a terra urtando contro il pavimento odorante di disinfettante e polvere con qualche nota di fragranza al limone.
    -Hurg. Bleargh… mi sembrava cough la cosa migliore… cough-
    Allentai la presa
    -spiegati-
    Giovanni prese un lungo respiro
    - bhe dato che sia la battona che il tossico erano dati come scadenza per un massimo di altri cinque dieci anni, mi era sembrato giusto darti un corpo che ne durasse almeno ottanta, così magari puoi cambiarlo ancora nel frattempo-
    I miei occhi diventarono fessure mentre riflettevo minuziosamente ciò che il mio presunto amico mi aveva appena detto.
    -Ed io dovrei rimanere per 80 anni nel corpo di un mostro peloso? Ma ti rendi conto di cosa significa?
    Giovanni era esterrefatto.
    -Che puoi finalmente lavorare in un circo come avevi sempre desiderato?-
    Mi rialzai lentamente, stavo imparando a camminare in equilibrio sulle punte di quei due lunghi piedi, la coda aiutava molto peraltro.
    -Giovanni, eri tu quello che voleva lavorare in un circo da piccolo-
    -O, è vero- Disse sconsolato.
    Era li seduto per terra ora, si abbracciava le gambe rannicchiate con le mani
    -Pensavo che non saresti uscito vivo da li dentro Mario!-
    –infatti, sono morto-
    Gli tesi la mano -Ora andiamo a casa idiota-


  2. #2
    Nome PG: Niba
    Razza: Gatto
    Furry-dipendente L'avatar di Niba
    Iscritto dal
    22 Aug 2009
    Località
    Sotto la tua scrivania, in casi straordinari nei dintorni di Parma
    Messaggi
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    Campione nei seguenti giochi:
    Campione di Pin Headz! Campione di Starcastle! Campione di Moon Patrol!

    Predefinito

    Ehi non avevo assolutamente visto che avevi postato questa storia, è una cosa atomica!

    Scrivi bene e non sei per nulla scontato, mi è piaciuto davvero molto come soggetto?

    Hai in mente un eventuale seguito?

    E... Dov'è che si attiva la modalità "blu su bianco?


    Blacksad ne dort pas {...}

    Remember, remember the 5th of november...



  3. #3

    Predefinito

    Ti ho mandato un messaggio privato
    Il mio personaggio furry in una serie di racconti: Eniss

    come ricorda Aristofane: “Ingiurare i mascalzoni con la satira è cosa nobile. A bene vedere significa onorare gli onesti

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