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Discussione: Angela e Drake (leggete anche la parte prima del racconto)

  1. #1

    Predefinito Angela e Drake (leggete anche la parte prima del racconto)

    Salve a tutti
    questo è il mio primo racconto, ovvero una storia che si conclude in poche facciate
    vorrei che leggeste questo racconto interpretandolo come una denuncia dei problemi sociali dei nostri giorni, e non rovesciate la frittata
    chiedo di commentare con franchezza, non mi offendo per nessun commento che farete non preoccupatevi
    Buona lettura

    -----------------------------------------------------------------------------
    Mi chiamo Angela. Ho diciotto anni. Sono bionda, occhi azzurri, nasino all'insu' e qualche lentiggine sparsa qua e la sulla faccia. Di carattere sono tranquilla, serena, vivace. Il motivo per cui sono qui oggi e' per raccontarvi cosa e' successo realmente quella sera. Ma, prima, facciamo un passo indietro. All'eta' di soli quattro anni mia madre si separo' da mio padre. Ricordo ancora quella mattina: mia madre scese dai gradini dell'ingresso con due valigie in mano. Perse qualche oggetto lungo il tragitto verso la macchina, ma non si fermo' a raccoglierlo. Io ero in giardino, giocavo con le mie bambole. Lei si fermo' davanti a me, mi guardo': il suo viso era rosso e pieno di lacrime. Notai dei lividi: mio padre l'aveva probabilmente picchiata di nuovo, ma a quell'eta' non me ne accorsi. Mi urlo' qualche parola, senza rabbia, ma con paura. Me ne ricordo solo alcune: scappa, vai via anche te. In quel momento mio padre usci' con una bottiglia di vetro in mano. Mia madre lo vide, e l'urlo che usci' dalla sua bocca mi percuote ancora nei sogni e nei pensieri. Devo esporre meno dettagli? No? Ok, diro' tutto quel che mi ricordo. Mia madre scappo', mio padre mi prese per un braccio e mi trascino' dentro casa. Quella sera non mi fece mangiare, e nemmeno quella dopo, ma poi realizzo' che ero un essere vivente, per cui dovevo mangiare. Non cucinava bene, ma il cibo era almeno commestibile. Quasi ogni sera, dopo cena, facevamo quello che lui definiva un "gioco divertente", che poi scoprii come una violenza sessuale, altrimenti nota come pedofilia.
    Quella vita ando' avanti fino alle medie, dove incontrai colui che salvo' la mia esistenza, e che sto' tentando di difendere con tutta me stessa. Forse mi e' sfuggito un piccolo particolare, sul fatto che mia madre non tento' mai di salvarmi da mio padre. Be', s'era suicidata qualche mese dopo la sua fuga. Dubito che poteva essermi del minimo aiuto. Tornando al racconto, mi stupii quanto i miei compagni appena vidi lui: era ormai iniziata la seconda meta' dell'anno scolastico quando la preside entro' nella nostra classe. La prima cosa che notai fu che, dalle sue spalle, spuntava una coda bordo' luccicante. Quando fece un passo di lato dietro di lei spunto' un drago, almeno in parte. Vi lascio solo immaginare il nostro stupore alla vista di quella strana creatura. Era un ragazzo con il naso da drago, e non solo quello: faccia, coda, petto, corna ed ali, oltre a mani e piedi. Indossava un paio di pantaloni di tuta neri e una t-shirt rossa. Forse la cosa che mi sorprese di piu' fu cosa teneva in mano, in un quadro quasi ironico: un peluche del drago dei videogiochi Spyro. Lo stringeva al petto, e ci guardava con aria timida, spaventata. Mi commossi per lui, lo sentivo vicino a me, sentivo che aveva qualcosa di simile a me. E quella cosa non stava nell'aspetto, ma nell'anima, in quel che gli era successo: non era guardato con occhi normali, ma occhi che giudicato dalla storia e dall'apparenza, il pregiudizio. La preside annuncio' a chiare lettere che quello era il nostro compagno di classe. Il suo nome era Drake. Come sotto un ordine militare i miei compagni e le mie compagne si scambiarono strategicamente il posto nei banchi. Drake aveva solo due opzioni: la prima era quella di mettersi in un banco in fondo alla classe, dove i bulletti ne avrebbero fatto carne morta. Gli segnai in modo impercettibile di sedersi accanto a me. Lui si avvicino' cautamente, il peluche ancora in mano. Lo stringeva al petto, come se con esso potesse proteggersi. A me mancava anche quel tipo di conforto. Tentai di presentarmi, dissi il mio nome, allungai la mano per stringergli la zampa. Ma quello il pupazzo non lo mollava, e mi guardava sorridendo, facendomi capire che in ogni caso aveva capito di aver trovato un amica. Ne ero sicura: era quello piu' simile a me in quel posto. All'inizio era molto introverso, e parlava solo attraverso il peluche. Me lo presento' anche, dicendo che era l'unico amico che aveva finora. Un giorno decisi di strapparglielo dalle mani e di abbracciare Drake, dicendo che ora aveva una nuova amica. Da uno come lui mi sarei aspettata un pianto di commozione. Invece rise, rise e mi strinse come il suo peluche. Tentai di farlo conoscere ai miei amici. Imparando a conoscerlo come persona risulto' simpatico. Qualche idiota ai tempi tento' di fare rissa con lui, ma a Drake basto' sputare qualche fiammella qua e la' per fargli cambiare idea.
    Al liceo le cose cambiarono: intanto scelse la mia stessa scuola, solo per rimanermi ancora vicino. Cosa quasi ovvia, e che mi sono dimenticata di dire, e' che le violenze di mio padre non cessarono. Riuscii e sono riuscita finora a non rimanere incinta, grazie ad ogni sorta di contraccettivo possibile. I rapporti per Drake cambiarono: ora risultava stranamente piu' simpatico proprio per la sua diversita'. Rimango tutt'ora perplessa su questo fatto. Al liceo Drake fatico' molto a studiare, forse perche' era una scuola molto difficile per lui, ma non si arrendeva mai e prendeva quasi sempre i miei stessi voti. Il peluche lo aveva abbandonato da tempo, ma lo custodiva gelosamente in casa. Non gli avevo mai presentato mio padre, anche perche' non credevo che sarebbe stato un bell'incontro. Gli avevo mentito anche sulla mia storia. Come spesso accade in situazioni come questa non avevo il coraggio di raccontarlo a nessuno, ed ero costretta a subire in silenzio. La famiglia di Drake era umana, e questo mi sorprese molto. Mi dissero di averlo trovato e di averlo accudito come figlio loro. Mi ringraziavano, ogni volta che andavo la', di averlo assistito in questi anni. Per cinque anni sono riuscita a trovare sempre delle scuse per non far venire Drake in casa mia, e le volte che veniva mio padre era al bar ad ubriacarsi. Cinque anni, finche' non e' accaduto quel fatto. Se vi interessa saperlo e' successo solo una settimana fa.
    Be', eravamo da soli, e lui mi sorprese ancora una volta: tiro' fuori dalla tasca un gioiello fatto con diamante e scaglie. Le scaglie, disse, erano piu' preziose del diamante. Mi racconto' anche che si era fatto un male bestia a staccarsele dal corpo. Con quel gioiello in mano disse di amarmi, ed altre poetiche frasi di complimento. Dopo successe, e preferisco dirlo senza mezzi termini: facemmo l'amore. E fu in quel momento che Drake noto' che qualcosa non andava: sembravo, cosi' mi disse, contrariata, come se mi rivoltassi a quella situazione, e quella situazione mi facesse rivoltare lo stomaco. Non mostravo alcun piacere. Quando mi chiese cosa non andava glielo dissi: tra pianti e singhiozzi mi sfogai, mi tolsi un peso che durava da quattordici anni, da tutta la mia vita. Capirete anche voi che la sua reazione non fu delle migliori. Per la prima volta da quando lo conoscevo vidi Drake arrabbiarsi. Mi chiese perche' non glielo avessi detto prima, ed io risposi. In una sola notte riuscii a dirgli la storia della mia atroce vita, e questo mi servi' a svegliarmi e ad accorgermi quando realmente fosse terrificante. Il drago prese una decisione: vendetta. Mi trovai d'accordo con lui, rendendomi conto di cosa fosse veramente mio padre. Esatto, cosa, non chi, perche' ancora adesso credo che persino Drake sia piu' umano di lui. Tornai a casa, mio padre mi aspettava da ore per il suo sporco divertimento. Tentai di correre in camera mia, ma lui mi afferro' e mi strappo' i vestiti. Drake entro' sfondando una finestra, le ali spiegate, e si getto' su mio padre. Io rimasi pietrificata dal terrore, e non ricordo esattamente cosa successe dopo.
    Cio' che successe dopo lo posso dire io. Dopo essermi gettato sul padre di Angela gli incenerii la faccia con le mie fiamme. Poi lo colpii piu' volte con gli artigli e con le fauci. Sapevo che non l'avrei mai perdonato per quel che aveva fatto ad angela, ma mi fermai in tempo per evitare di ucciderlo. Anzi, fui proprio io a chiamare l'ambulanza che lo salvo' in tempo e a far tornare Angela in se. Mi cadde tra le braccia in lacrime, urlava dal pianto di gioia. Ne sono sicuro.
    Confermo io, signor giudice, ero felice. Il mostro era stato sconfitto, ero salva. Nonostante la faccia sfigurata in modo permanente e tutte le ferite chiedo che a mio padre sia dato il massimo della pena. Non merita grazia. Voglio che giustizia sia fatta, per questo sono qui, oggi, in tribunale. Nelle peggiori delle ipotesi chiedo di essere condannata al posto di Drake, sono io la vera colpevole. Ma pretendo che sia giudicato come persona, e non per quel che appare. Altrimenti questa corte non sara' diversa da dei ragazzini ignoranti e paurosi del diverso.
    Il giudice dichiara il signore, padre di Angela, colpevole. Drake, aggiunge, verra' obbligato a prendersi cura di Angela, anche se non credo che sara' una condanna per lui. La corte si ritira. L'udienza e' conclusa.


  2. #2

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    Mi Piace.

    In particolare mi ha fatto sorridere il momento in cui Drake viene presentato alla classe.

    Quando frequentavo le scuole medie, e più precisamente il secondo anno, arrivò un nuovo alunno dall'Argentina; aveva due anni più di noi, era molto "diverso" sia d'aspetto che di carattere da noialtri e non parlava bene la lingua.

    I compagni, se così vogliamo chiamarli, cambiarono strategicamente i posti in fretta e furia XD non appena seppero della notizia, così lui si dovette accontentare dell'unico banco libero, accanto al sottoscritto.
    Per una settimana lo aiutai prestandogli ogni cosa tra gli sguardi perplessi degli altri, e divenni in un certo senso l'Amico Vero, tant'evvero che anni dopo mi diede un passaggio per portarmi a scuola nonostante lui andasse altrove; non ho più sue notizie da anni.
    Alla fine venne accettato, anzi, tutti lo crecavano ed io passai in secondo paino, ma non mi imporava di ciò, ero Felice di avere Aiutato prima.

    Nello stesso arco di tempo della scuola media avevo legato con una Ragazza Down, Serena, da cui ero inseparabile; non venne mai accettata dagli altri e per tre anni fummo degli Amiici Incredibili, tutt'ora lo siamo ma le nostre starde si sono divise. Oggi conduce una Vita normalissima e Lavora come Aiuto Cuoco presso un ristorante.

    Negli anni della scuola superiore invece incotrai un'altra Cara Amica che veniva derisa per via di una malattia congenita alla pelle, una sorta di dermatite, assolutamente benigna, ed anche con Lei legai subito; tavolta ci si rivede ricordando i vecchi tempi passati a subire.

    Ed infine Vanessa, una Ragazza Siciliana di Palermo.
    Aveva problemi di Dislessia e questo perchè la famiglia non le ha mai prestato sufficente attenzione durante la crescita rifiutandosi anche di aiutarla prendendo provvedimenti seri.
    Fu affidata dai servizi sociali ad un'altra famiglia ma i genitori la vollero di nuovo con loro perchè in casa c'era bisogno di Aiuto, se ne andò in secondo ritornando nella citttà natale. Le auguro tutto il Bene di questo Mondo.

    La apparente Divesità purtroppo viene letta dagli Ignoranti come un Pericolo, un Male da cui Difendersi senza mezzi Termini e con qualsiasi mezzo.

    Per discutere il Capitolo Pedofilia invece non basterebbero neanche le pagine elettroniche, è una cosa Tremenda e chi non la ha Vissuta non potrà mai Capire cosa voglia dire.
    E' come cercare di Consolare Qualcuno dopo la Perdita di una propio Caro (Amico, Fratello, Figlio...),non ci sono parole e probabilmente solo il Silenzio è d'obbligo.

    La Fine del racconto è Preziosa, ci chiede di essere intransigenti e di attribuire le Colpe e chi le Merita senza che secondi Fattori influiscano nel Giudizio.
    E questo vale in ogni ambito, dalla Pedofilia che è si una Malattia, ma che per questo non merita sconti, ai processi più svariati.
    Vedere un Uomo colpevole ma distrutto non deve essere motivo di perdono.

    Bel Lavoro Davvero.
    Ultima modifica di Gnoll Ru; 09/06/2010 alle 19:02 Motivo: aggiungo una cosa

  3. #3

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    ce l'ho fattaaaaaaaa!!!
    ho fatto capire ad almeno 1 persona cosa volevo scrivere!!! XDDD

  4. #4

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    Scritta anche Bene poi, mi ero scordato di dirtelo :3

    Si legge tutta d'un fiato e con Interesse; Dolcissima Storia nel suo Dramma.

  5. #5

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    Sì eh, però nessun giudice darebbe in affidamento una ragazza ad un mostro sanguinario.
    Specialmente perchè Drake dovrebbe essere a marcire in galera per quello che ha fatto al padre.

  6. #6

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    Citazione Originariamente Scritto da PsicoZ Visualizza Messaggio
    Sì eh, però nessun giudice darebbe in affidamento una ragazza ad un mostro sanguinario.
    Specialmente perchè Drake dovrebbe essere a marcire in galera per quello che ha fatto al padre.
    bè non è niente in confronto a ciò che il padre ha fatto ad angela
    in più questo è solo una storia inventata, magari accadese così pure nella realtà
    il fatto che Drake si salva è un simbolo, cioè che Chi Ha La Forza Di Ribellarsi A Quelle Situazioni Deve Farlo Senza Temere Conseguenze

  7. #7

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    Citazione Originariamente Scritto da Dherb Visualizza Messaggio
    bè non è niente in confronto a ciò che il padre ha fatto ad angela
    in più questo è solo una storia inventata, magari accadese così pure nella realtà
    il fatto che Drake si salva è un simbolo, cioè che Chi Ha La Forza Di Ribellarsi A Quelle Situazioni Deve Farlo Senza Temere Conseguenze
    Cercherò di spiegarmi meglio.
    Quale è il senso della storia?
    Perchè fare a pezzi la gente senza processo è sbagliato.
    Ed essere un drago che fa a pezzi la gente è un po' troppo facile.
    Cioè, non c'è la minima paura delle conseguenza in questa storia, lui è un drago, francamente se anche la polizia gli avesse detto "sei un pazzo assassino e finirai in galera" probabilmente avrebbe ammazzato anche loro.

    Inoltre, domanda personale, tu dici che chi ha la forza deve farlo senza temere (con le iniziali maiuscolo), ma chi ha la forza a parte i draghi?
    E perchè senza temere?

    Rimanendo sul lato del racconto non c'è pathos, non esiste una virgola in cui si provi davvero pena per Angela e il finale col drago che fa a pezzi il babbo e proprio burtto.

  8. #8

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    il senso della storia è denunciare gli abusi sessuali che avvengono ogni giorno addirittura all'interno dell'ambito famigliare

    è tutto fatto per simboli:

    Angela è la vittima
    Il padre è il problema/l'abuso in sè
    Drake è l'aiuto e la forza di reagire

    il significato è che se uno non reagisce in modo deciso rimarrà intrappolato per sempre

    non lo fa a pezzi lo ferisce solo un pò
    come dice nella storia:
    Sapevo che non l'avrei mai perdonato per quel che aveva fatto ad angela, ma mi fermai in tempo per evitare di ucciderlo.

    comunque, riassumendo tutto, è un racconto con il finale a lieto fine
    come è improbabile che esistano i furry è improbabile che se la sarebbe cavata facilmente, ma così è andata
    Ultima modifica di Dherb; 12/06/2010 alle 17:17

  9. #9

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    Ah, bhe se non lo ha ucciso cambia tutto eh, lo ha solo abbrustolito e fatto a pezzi con fauci e artigli, ma mica ucciso, le giurie sarebbero tutte a suo favore.

  10. #10

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da PsicoZ Visualizza Messaggio
    Ah, bhe se non lo ha ucciso cambia tutto eh, lo ha solo abbrustolito e fatto a pezzi con fauci e artigli, ma mica ucciso, le giurie sarebbero tutte a suo favore.
    il fatto che il padre stesso fosse presente al processo indica che le sue ferite non erano così tanto gravi

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