Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Acid Heaven

  1. #1

    Predefinito Acid Heaven


    Umh, premetto che non ho neanche io la piena coscienza di quello che sto scrivendo.
    Amo le storie.
    E non resisto alle sfide.
    Come potevo ignorarne una così allettante?
    E così... e voilà.
    Il mio primo tentativo di racconto Furry.
    O quasi.


    Avvertimenti:


    Genere: Fantascienza?

    Rating:
    Cercherò di mantenere il giusto decoro, come ogni gentil pulzella che si rispetti.
    ...
    I miei racconti hanno la tendenza a degenerare, ma le prime parti sono relativamente tranquille, se nnon calcoliamo il linguaggio tutt'altro che fine.

    Orientamento:
    Pansessuale.Già. Miscuglio totale. Spero non abbiate pregiudizi di alcun genere.

    Pairing:
    Alien x Furry x elefante marino x Caffettiera x ???...

    Insomma, non ne ho idea.
    Comunque tranquilli, scherzo a proposito di elefanti marini e caffettiere.
    Credo.




    Detto questo...
    Buona lettura.


    Capitolo Uno: Acid Rain

    Pioveva, a Malkada Heaven.
    Una pioggerella sottile e luminescente, che andava infittendosi poco a poco.
    Il rumore dei passi colmava le strade, dove la gente cercava spasmodicamente riparo.
    Le urla riempivano l’aria, centinaia di ombrelli scuri affollavano le strette vie e nessuno restava a guardare il cielo.
    Perché ogni volta che pioveva a Malkada Heaven era sempre lo stesso ineluttabile disastro.
    Quelle deliziose gocce azzurro disinfettante, che con il loro innaturale e angelico brilluccichio realizzavano incantevoli giochi di luce nell’aria tersa, creavano il panico.
    Perché quella che cadeva soave dal cielo non era acqua, né dolce, né salata, e non era terra, né del deserto, né della foresta.
    Ahimè, mai la pioggia fu tanto odiata!
    Era acido, quello che precipitava dalle nuvole fosforescenti.
    Scioglieva la stoffa, scioglieva il metallo, scioglieva le ossa.
    E non è esattamente una bella cosa, soprattutto quando vivi in una città piattaforma.
    Quando pioveva, l’intera Malkada Heaven si trasformava in un colabrodo colmo di cadaveri.
    L’unica cosa che quella roba disgustosamente azzurrina non scioglieva era il piombo.
    Ma sapete quanto costava uno di quei deliziosi ombrellini da 20 chili l’uno?
    Molto più di quanto Heart Gammond potesse permettersi.
    Molto, molto di più.
    Quindi, per non ritrovarsi la testa simile a un colino, la giovane si era prontamente infilata dentro la prima SafeBox che aveva trovato.
    Aveva lottato per entrarvi.
    Con le unghie, con i denti.
    Aveva graffiato, strappato peli e capelli, scavalcato corpi e ignorato i colpi.
    Alla fine, però, Heart Gammond ce l’aveva fatta e, ancora una volta, se l’era cavata con qualche bruciatura non troppo a buon mercato.
    E ora se ne stava lì, rannicchiata tra i corpi ammassati, ad aspettare che quella fottuta tempesta finisse.
    - Cazzo…-
    C’era persino un buco nella visiera del cappello.
    Era il suo preferito, dannazione!
    Sperava non fosse troppo rovinato.
    Ma non c’era spazio per levarselo e controllare l’entità del danno.
    Anzi, tanto si stava stretti che nemmeno riusciva ad esaminarsi bene le ferite.
    Però la spalla le bruciava. Le bruciava maledettamente.
    Cercò di torcersi all’indietro, con scarso risultato.
    Digrignò i denti.
    Le sarebbe servito un curatore.
    Ma i curatori chiedevano soldi.
    O un Claw.
    Ma i Claw chiedevano sesso.
    Sospirò.
    Fare la puttana non le piaceva.
    Sperava solo di trovare qualcuno di carino.
    E magari di recuperare, insieme con la guarigione, un buon piatto di minestra.
    In fondo, Heart valeva abbastanza.
    Era particolare, la ragazza.
    Un fuscellino di un metro e cinquanta, con una zazzera di capelli rossastri non troppo ordinati
    Un ibrido, con occhi verdi assai notevoli.
    Non era particolarmente bella.
    Ma vuoi mettere? Scoparsi una diciannovenne con fattezza semiumane era il sogno della maggior parte dei pervertiti su Jabber Crow.
    Le grandi orecchie che spuntavano da sotto i capelli e la lunga coda, con estremità piacevolmente verdastre, bastavano e avanzavano a compensare la scarsità di seno.
    Per non parlare delle deliziose protuberanze dello stesso colore che decoravano la sua spina dorsale.
    Se avesse avuto un miglior rapporto con gli uomini e una minor stima di sé stessa avrebbe potuto fare affari nel mondo del porno.
    Ma… che ci volete fare?
    Anche se sei una Junkie dell’ Heaven, a diciannove anni qualche aspirazione ce l’hai ancora.
    -Ah!-
    Heart sobbalzò.
    Qualcuno le stava leccando la spalla.
    Già.
    Impossibile sbagliarsi.
    E se ve lo state chiedendo…
    Sì.
    Heart conosceva fin troppo bene quella sensazione.
    Inferocita cercò di voltarsi di scatto, mostrando i denti acuminati e soffiando come un gatto.
    Ma, con la scarsa mobilità che si poteva permettere, non ottenne granchè.
    Dopo qualche istante di pausa, lo sconosciuto riprese il suo meticoloso lavoro.
    La lingua ruvida affondava nella carne, le dita abili aprivano delicatamente i lembi della ferita e strappavano ancora di più la tshirt già lacera per facilitare l’opera.
    -Ahi… Smettila…smettila, bastardo…-
    Faceva male.
    Male davvero.
    Ad ogni lappata doveva stringere i denti per non urlare.
    Il sangue aveva iniziato a inzuppare la stoffa .
    E lo sconosciuto ignorava i suoi lamenti e con dovizia si dava da fare per ripulire dal sangue la spalla malconcia.
    Percepiva la figura estranea muoversi alle sue spalle.
    Doveva essere più grosso di lei.
    Beh, era facile essere più grossi di Hearth.
    Ma vogliate capire, la nostra ragazza non era affatto disposta a cedere gratis il suo sangue al primo stronzo affamato che capitava.
    Odiava offrire il sangue.
    Ancora più del porno.
    Mutato, vampiro, feticista o licantropo che fosse, non poteva sopportarlo.
    Con uno scatto mandò la testa all’indietro.
    -Amph!-
    Bingo.
    Il bastardo alle sue spalle guaì pietosamente.
    - Non sono un fottuto panino!-
    _____

    Si chiamava Louie.
    Non un buon nome per una volpe, ma pur sempre un nome.
    Era stato difficile fuggire dalla pioggia.
    Molto, molto difficile.
    Veramente era stato difficile fuggire da quasi tutto.
    Ventun’anni e già era stanco.
    Vabbè.
    Tanto, a sentir le statistiche, non gliene rimanevano più di una decina, di anni.
    Avrebbe voluto goderseli meglio però.
    Cristo, anche solo goderseli sarebbe bastato!
    Cazzo.
    Non era giusto.
    Nella sua prossima vita voleva essere un grosso, grasso, fottutissimo panda miliardario, con tutte e tre le S al posto loro!
    Soldi, Sangue e Sesso.
    E ovviamente con una bella villa con SafeBox privata, munita di maxi schermi e frigo bar.
    Tuonava fuori.
    Il rumore dell’acido che colpiva le pareti di piombo era agghiacciante.
    Non si sapeva quando le porte rinforzate si sarebbero riaperte.
    Tutto dipendeva dalla durata di quella maledetta tempesta.
    Ore, minuti, o giorni.
    Non restava altro da fare che sperare di rivedere al più presto, se non il sole, almeno le nuvole grigie.
    Meno suggestive dei quelle fluorescenti che affollavano il cielo al momento, ma di sicuro anche meno pericolose.
    Di certo sarebbe arrivato tardi all’appuntamento.
    Cavolo.
    Quel lavoro gli serviva davvero.
    Accidenti, aveva fame.
    Ne avevano tutti.
    Furioso e frustrato si agitò sul posto, per quanto poteva fare pressato com’era tra un energumeno che brontolava, una coppia di gerbilli dall’aria stanca e un tipetto mingerlino con un cappello da baseball ben calato in testa.
    Oltre vedeva poco o niente.
    Non riusciva neanche a scorgere il vecchio teleschermo pubblicitario che ronzava poco distante.
    Non era molto alto, Luoie, per non dire che era un vero e proprio tappo.
    Meglio per lui.
    Più sei piccolo, meglio fuggi.
    Ringhiò, nervoso, stropicciandosi la coda dolorante per la posizione innaturale in cui era costretta.
    La pioggia gli aveva lasciato un bel buco nel pelo del braccio, notò distrattamente.
    Sfiorò la ferita con la punta della zampa.
    Non gli faceva neanche male.
    Beh, il pelame dei mutati era bello resistente.
    Gli aveva protetto la pelle.
    Altrimenti si sarebbe trovato una specie di squarcio, come quello del tipo di fronte a lui.
    In mancanza di altro da fare, esaminò la lacerazione con un misto tra curiosità e ribrezzo.
    C’era da dire che l’acido faceva proprio un bel lavoro.
    Era un taglio profondo.
    Ancora non sanguinava, ma non ci avrebbe messo molto a cominciare.
    Ne sentiva l’odore, fresco, pungente e metallico.
    Vagamente speziato, anche, per qualche motivo.
    Era merce rara il sangue, se non avevi una lira e cercavi di rasentare un minimo di legalità.
    Nutrimento puro, nutrimento diretto.
    E perché non unire l’utile al dilettevole?
    Aveva fame.
    Senza stare a pensarci due volte, si abbassò quel tanto che bastava per iniziare a lappare.
    Delizioso.
    Il colpo lo prese alla sprovvista.
    Luoie guaì.
    Cazzo.
    Faceva male.
    - Non sono un fottuto panino!-


  2. #2

    Predefinito



    Bella l'ambientazione scy-fy decandente.
    Bella l'intro di Heart, mi piace il suo personaggio.
    Ancora non inquadro bene Louie.

    Ma giustamente aspettero le prossime uscite

  3. #3

    Predefinito

    Si si si veremente bella la puntata pilota (concordo con Seawolf, il personaggio di Louie non si comprende molto)
    Aspetto impaziente le prossime puntate

  4. #4

    Predefinito

    Sinceramente? Non prenderla coem un attacco ma solo come un'analisi:
    ZERO Tecnica, ma le idee non mancano e hai un modo di esprimersi "sfiziosissimo"

    Però ha le idee ed è già tanto, ci sono autori famosi che hanno tecnica ma 0 idee...
    Manca la struttura narrativa, per tua fortuna hai un ritmo innato nell'espressione e il racconto scorre, anche perché è brevissimo, se fosse stato più lungo leggerlo sarebbe stato faticoso.
    Puoi migliorare molto, moltissimo, magari applicando il metodo snowflake o seguendo un corso di scrittura creativa online (a me hanno aiutato tantissimo)

    Però la storia mi è piaciuta, brava!
    "E la notte scese senza stelle,
    li capii che mi ero spinto oltre quel limite invisibile,
    ora anch'io ero capace di gesti ignobili alla vista di altri,
    di normale vita agli occhi miei.

    Sporco come non mai e libero dentro,
    continuai il mio viaggio,
    ora rinato come altra essenza nata dal vento.
    "

    RedFoxy - Notte senza stelle

  5. #5
    Nome PG: Niba
    Razza: Gatto
    Furry-dipendente L'avatar di Niba
    Iscritto dal
    22 Aug 2009
    Località
    Sotto la tua scrivania, in casi straordinari nei dintorni di Parma
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    Vieni a giocare con Niba su Steam! Niba94
    Campione nei seguenti giochi:
    Campione di Pin Headz! Campione di Starcastle! Campione di Moon Patrol!

    Predefinito

    Inizio descrittivo classico, contesto davvero originale.
    Sono curioso di vedere come renderai l'ambientazione generale del racconto.
    Anche io non riesco ad inquadrare l'immagine di Luoie ma immagino sia un effetto desiderato, e avrai già previsto con cosa continuare ^_^

    Per curiosità, posso sapere quanto hai messo più o meno a scrivere quest'introduzione?

    Oh, e naturalmente, i miei complimenti!


    Blacksad ne dort pas {...}

    Remember, remember the 5th of november...



  6. #6

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da RedFoxy Visualizza Messaggio
    Sinceramente? Non prenderla coem un attacco ma solo come un'analisi:
    ZERO Tecnica, ma le idee non mancano e hai un modo di esprimersi "sfiziosissimo"

    Però ha le idee ed è già tanto, ci sono autori famosi che hanno tecnica ma 0 idee...
    Manca la struttura narrativa, per tua fortuna hai un ritmo innato nell'espressione e il racconto scorre, anche perché è brevissimo, se fosse stato più lungo leggerlo sarebbe stato faticoso.
    Puoi migliorare molto, moltissimo, magari applicando il metodo snowflake o seguendo un corso di scrittura creativa online (a me hanno aiutato tantissimo)

    Però la storia mi è piaciuta, brava!
    Innanzitutto Thank you per la recensione e i consigli.
    E lo giuro, non lo dico col sorriso falso tutto denti e l'accetta nascosta dietro la schiena, come fa la maggior parte delle persone quando riceve critiche.
    Mi rendo conto di avere uno stile un po' strano, con una vera e propria morbosa ossessione per punti e capoversi, forse anche un po' esagerata.
    Devo ammettere che l'ho assunta relativamente da poco, nel tentativo di trovare un metodo di scrittura "immediato".
    C'è chi lo apprezza e chi no, in effetti, prima fra tutti la mia corrente professoressa di italiano.
    (Ma credo che mi levi punti per lo stato pietoso in cui consegno il foglio... una decina di asterischi sparsi non mettono di buon umore chi deve correggere. Santo Computer U.U)

    Ci terrei davvero tanto a fare un corso di scrittura creativa, ma hanno la tendenza a costare uno sproposito, anche se la soluzione di seguirne uno on line può essere buona.
    Ne esistono di gratuiti?
    Inoltre ho un po' paura di prendere un' impostazione "comune", come con le scuole di canto, che danno a tutti un' impostazione vocale buona ma simile.
    So che influisce anche la base su cui si lavora, però sono un po' diffidente.

    Non ho ben capito cosa si intende per tecnica in generale.
    E in ultimo...
    Che cos'è il metodo "snowflake"?



    Inizio descrittivo classico, contesto davvero originale.
    Sono curioso di vedere come renderai l'ambientazione generale del racconto.
    Anche io non riesco ad inquadrare l'immagine di Luoie ma immagino sia un effetto desiderato, e avrai già previsto con cosa continuare ^_^

    Per curiosità, posso sapere quanto hai messo più o meno a scrivere quest'introduzione?

    Oh, e naturalmente, i miei complimenti!
    Ho altre 5 pagine pronte, ma non le ho nemmeno rilette .
    Indi per cui sono uno scempio. U.U

    Non ne ho idea, sai?
    Per scriverlo e basta poco, una quarantina di minuti o giù di lì.
    Ormai sono veloce con la tastiera.
    Se contiamo le correzioni...molto di più.

  7. #7

    Predefinito

    Capisco perfettamente cosa vuoi intendere, pure io avevo "paura di prendere abitudini e metodi altrui" prima di iniziare a leggere dei corsi di scrittura, ma alla fine non è vero, o almeno, per tutti i corsi che ho letto (TUTTI Gratuiti e tutti disponibili su internet) non ti insegnano a scrivere ma ti danno l'idea e la struttura da seguire, come sono le cose da realizzare, e come, la ritmica come verificarla, come devi sviluppare i personaggi (intenso non il metodo ma solo l'idea per capire come fare, a seconda del personaggio!), come capire l'impostazione che stai dando alla narrativa e soprattutto lo scheletro della narrazione, scheletro inteso come struttura del testo e della storia su cui poi creerai tutto (inteso ambientazione -> personaggi -> trama -> storia -> sviluppo -> intreccio -> cambio etc... nota bene, questa truttura non è lineare ma è più ad albero).

    La tecnica snowflake (da nome fiocco di neve) è semplicemente un metodo di scrittura come tanti, inteso a zone, dove tu scrivi i vari punti che ti vengono della storia, anche non di fila, ma i punti cruciali e poi a poco a poco riempi i vuoti fino a riprendere i vari punti del testo e li ridefinisci e ristrutturi (i fiocchi di neve che coprono una parte del terreno e cadono piu' coprono, poi quando cadono su un punto già occupato lo rendono piu' marcato), questo metodo ricorda il metodo del "puzzle".

    Poi c'e' lo snowflake di Ingermanson
    http://www.scritturacreativa.com/200...iocco-di-neve/

  8. #8

    Predefinito

    Red non è per contraddisrti ma è più per approfondire ciò che andrò a scrivere.
    Lo stile, perchè è uno "stile", quello dui Wrong è piacevole e per me si adatta benissimo a un rocconto come questo. La tecnica, se pu basilare, c'è e fino a questo punto sembra adatta a questa parte di racconto. Ammetto che ho avuto un po di difficoltà a "capire" il personaggio di Louie, ma poi, rileggendo meglio ho capito.
    Lo stile usato è originale e creativo, che si può migliorare, senza toglierne niente, quando si descrivono situazioni che vanno fuori dall'immediabilità (vedi flash back o passato in generale).
    detto ciòciò credo che i consigli fin qui riportati siano un ottimo punto di partenza, ti auguro che tu riesca a trovare una soluzione che ti piaccia, per far si che noi possiamo apprezzare il tuo lavoro.


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