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Discussione: La storia delle ragazze di Pakaiakori

  1. #11

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    Citazione Originariamente Scritto da Sinis Orosis Visualizza Messaggio
    Io quando ho scritto questo ero un po stanco ma questo libro non e destinato ad internet .
    Non vedo allora perchè dovrei interessarmi al tuo lavoro se non hai niente da far vedere.
    Di storie d'avventura con pirati, astronavi e mondi che esplodono c'è ne sono a bizzeffe. Così su due piedi non saprei perchè dovrei far caso al tuo riassunto, quando ci sono altri autori che mi fanno già vedere qualcosa di concreto da leggere.
    Se per questo, potresti anche scrivere l'ennesima storia degli avventurieri che cercano Atlantide, poco importa: vorrei solo vedere qualcosa che si possa davvero leggere, da qualche parte, e vedere se ha davvero qualcosa di proprio da dire.

    Davvero: se hai davvero qualcosa da mostrare, quando la hai mostrala, semplicemente. Per adesso non vedo niente su cui discutere.


  2. #12

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    ma il genere di personaggi che metto io e furry, e poi, e molto più di una guerra tra pirati, esplosioni di mondi, che poi c'è ne sarà una sola e basta, ma se voltete, comunque, come già ho fatto con il mio forum, posso postare a voi qualcosa, così magari mi potete dare qualche consiglio in più ... non ti pare ?
    Io sono Sinis Orosis, l'ultima lupa antropomorfa, presente nello spazio, vivo in un pianeta, dove per errore ho portato una guerra che non volevo, e ora io la devo fermare a costo di...
    morire ...
    non voglio che un altro pianeta sparisca per colpa mia ...

  3. #13

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    capitolo 1

    Ci sono volte in cui tu non sai cosa la vita ti può riservare. Tu magari speri di non voler fare una vita di un certo tipo, ma poi ti ritrovi a farla senza che tu voglia, e senza che tu possa fare nulla per cambiare ciò.
    La vota in cui vidi i miei genitori morire, savo per morire pure io, stavo malissimo, e come se una parte di me fosse morta, e quando una cosa muore non può tornare in vita.
    Oltre a perdere la mia famiglia, persi tutto ciò che per me potesse costituire una vita, comune. Io persi anche il mio pianeta, ma rimasero due miei amici, che però poco dopo furono uccisi da persone senza coure ne anima. E mentre mi massacravano, io li vedevo morire, e non potevo fare nulla, anche perchè non sapevo neanche combattere.
    Non so perchè però colui non mi uccise, ma sono contenta che quella volta lui mi risparmiò.
    quandò io partì dalla sua astronave, ero messa molto male, due gambe rotte, e molto altro, ero ridotta male, tanto che nel tragitto io persi conoscenza. Quando mi svegliai ero in un letto di ospedael, tutta ingessara e fasciata. Non potevo parlare, non potevo muovermi. potevo solo piangere tutte le mie lacrime per piangere la morte della mia famiglia, dei miei amici, e del fatto che ora non avevo più un pianeta natale.
    Si e vero, voi al momento pensate a una ragazza, ma in realta non è esatto il termine ragazza, sarebbe più corretto dire Ragazza lupo. Il mio aspetto esterno, e molto animale.
    Al posto della pelle ho la pelliccia, e nel mio caso è nera, ho il muso di un lupo. che è bianco, gli occhi sono umani, ma con caratteristiche animali, anche se vedo a colori.
    ho le orecchie di un lupo, ho i capelli, che sono bianchi, ho la coda, e anche essa e bianca.
    La struttura interna del mio corpo e come quella unama.
    Mi ero appena svegialta, ero di buon umore, e quando aprì la finestra di camera mia, entrò una luce fortissima, che illuminò la stanza, benchè in disordine e piccola, era all'epoca tutto il mio mondo oltre ai miei due amici.
    Quando i miei occhi si abituarono alla luce vidi che la giornata era bellissima, inizialmente un po' fredda. Così chiusi la finestra, e entrai per prima cosa in bagno, anche esso piccolo, con una doccia, un water, un lavandino sopra un mobile, e sopra il lavandino un specchio quadrato, con una cornice rossa.
    Quando mi specchiai vidi i miei occhi rossi, che erano accesi, la mia pellicca sembrava sporca, in viso in particolarmente. I capelli, erano di un bianco sporco, che cadevano a ciocche sopra la mia fronte, e dietro cadevano in disordine oltre la schiena, infatti erano lunghi e poco curati.
    Uscì dal bagno per tornare in camera e lì mi spogliai del tutto, così da farmi la doccia. In quel momento che ero nuda entò mia madre “ sei sveglia Sinis?”disse lei entrando per poi chiudere la la porta nuovamente, perchè si era accorta che ero nuda.
    “Si mamma, mi stavo preparando per farmi la doccia, poi scendo giù a fare colazione, la prossima volta bussa prima di entrare “ dissi io in tono scocciato, per poi mettermi a sbuffare come una pentola a pressione. Dopo ciò andai in ciabate in bagno e mi lavai. La doccia fu veloce, ma impiegai di più a prepararmi.
    Quando mi sedetti sulla sedia per petinarmi i capelli che erano tutti sompigliati, li vidi brillanti, come erano sempre stati, la mia pelliccia era pilita, ed era di un nero brillante, lo stesso valeva per i tatuaggi che avevo, che erano tornati a essere di un celesete acceso. Non so come mai, ma quel giorno ero gassata, tanto che la mia coda si muoveva veloce.
    Mentre mi pettinavo, iniziai a pensare a come sarebbe stata la giornata. Me la immaginavo che iniziava con Andrews, un lupo bianco, ai miei occhi molto bello, tanto bello, che mi piaceva pure, ma non lo dicevo, e Naomi, che litigavano, io che arrivo, e li calmavo. Dopo ci mettiamo a camminare, io e Naomi vicine ad Andrews che era beato tra le ragazze, ed arriviamo al pulman. Da lì dopo un viaggio lungo visitiamo il museo, dopo andiamo al concerto di Aunir, per poi tornare tutti a casa. Però io e Andrews saremo rimasti soli, per il resto della giornata.
    La mia fantasia fu interrota da una voce “ Qui B.P.W. Chiama Sinis, c'è nessuno in casa? “. in quel momento tornai in mè, e capì che era mia madre che me l'aveva detta la frase, il pettine non l'avevo più, visto che mi stava pettinando mia madre. “A cosa pensavi Sinis ?” mi chiese con un sorriso enorme. Lei era uguale a me, infatti la sua pelliccia era nera, tranne tra gli occhi e le sopraciglia, il miso, la coda e i capelli, che erano bianchi anche se quelli lei curava più di mè, che apparivano sempre belli, anche se erano sporchi. “Nulla” dissi io con fare poco attento, mentre mi prendevo la coda e me la allisciavo con le mai. La mia coda era diventata morbida, e bella. Poco dopo che mia madre finì io mi alzai e tornai in camera , dove mi vestii. I vestiti non erano un gran chè, una maglietta verde, e una gonna blù chiaro, con dei sandali marone chiaro. Finito di vestirmi, lasciai la mia stanza che era in disordine, e che mia madre mi stava riordinando. Andai in soggiorno, passando per una scalinata, che portava al piano terra, che era divisa in due parti: il soggiorno a sinistra, dove noi stavamo a guardare la tv, o a chiaccherare, o a giocare con i giochi da tavolo. A Destra c'era la cuccina, dove noi mangiavamo, e io ero diretta lì, per fare colazione.
    Quando arrivai il tavolo era ancora apparecchiato, con solo la mia tazza e alcune cose da mangiare insieme. Fatta colazione, mi avvicinai in soggiorno, dove mio padre, un lupo bianco, con i capelli neri, era ancora in pigiama, mentre seduto sul divano si leggeva il giornale. Io lo salutai, e lui mi ricambiò il saluto senza guardarmi perchè era concentrato a leggere il giornale.
    Da li salì dinuovo in camera per lavarmi i denti e salutare mia madre che stava finendo di riordinare la mia stanza, per poi uscire da casa.
    Andrews e Naomi erano lì, in mia attesa, ma non stavano litigando, stavano ridendo per alcune batute che probabilmente si erano fatti. Andrews era tutto bianco dalla testa ai piedi, con i capelli in ordine, mentre Naomi aveva un vestito colorato, con dei sandali, blù, entrambi erano apoggiati al muro, e quando mi videro, mi vennero incontro. “ Non riesci ad essere puntuale la mattina ? “ mi chiese Andrews sorridendo, mentre mi salutava.
    “ Scusa, vedrò di esserlo la prossima volta “ dissi ricambiando il sorriso, per poi intervenire Naomi.
    “ ma scusa quando ti fai un metro di affari tuoi, lei impiega tutto il tempo che vuole per prepararsi, anche se ciò richiedesse due ore “ disse lei che mi abbracciava.
    “Beh! Naomi non esagerare, due ore mi sembra una esagerazione, ma comunque grazie” dissi sorridendole.
    Poco dopo ci incamminammo, lungo la via che era piena di alberi, e che era pergiunta anche poco traficata. La giornata non era del tutto calda, anzi c'era un vento fresco, ma non tanto di farti aver freddo. La camminata da casa mia alla stazione dei pulman non era corta, ma fu piena di battute e di risate, che resero già l'inizio della giornata molto bella. Quando arrivammo alla stazione, vi era solo il nostro di pulman, in attesa che fosse l'orario più propenso per partire. Il pulman era arancione con il loro stemma. Fatti i biglieti, ci sedemmo in fondo, dove c'erano più posti.
    “Ma di preciso cosa andiamo a fare a Quese?” chiese Sinis avvicinando la sua faccia a quella di Andrews che non si scompose.
    “ andiamo a farci un giro per i negozi, poi mangiamo da qualche parte, per poi andare al concerto di Aunir, che dopo andrà via, perchè deve continuare il suo tur ” disse lui sorridendomi per poi darmi un baccio sulla guancia.
    “ cosa di intenzione di fare? “ gli chiesi sorridendo.
    Lui divenne rosso in viso “ hem... nulla” disse guardando dall'altra parte e grattandosi la testa.
    “devi ammeterlo ci ai provato con Sinis, heeee?” disse Naomi che gli dava gomitate
    “ di cosa stai parlando Naomi, non ho provato a fare nulla” disse diventando ancora più rosso di prima.
    “ non me la nascondi questa, di la verità, ci stavi provando con lei” continuò Naomi abracciandolo
    “ di cosa stai parlando, e poi gli ho dato solo un bacio, non e successo nulla di interessante” .
    “ Dai, stavamo scherzando, credo che a Sinis gli sia pure piaciuto, o no? “ chiese sorridendo.
    “ Si mi e piaciuto il tuo bacio, ti dovevi vedere, quando ti ho chiesto che intenzioni avevi, eri diventato rosso come un peperone ” dissi mettendomi a ridere insieme a Naomi.
    Nel frattempo il pulman era partito, e noi non c'è ne eravamo accorti. Il viaggio fu tranquillo, e quando il pulman arrivò a Quese la stazione era piena di persone che andavano e tornavano.
    “ Nulla in paragone con la nostra di città, questa e più grande e molto più caotica, e di attività se ne trovano di più.” Disse Sinis mentre camminavano verso l'uscita della stazione.
    “ Beh, di sicuro non e tranquilla come la nostra “ disse Andrews mentre la seguiva con dietro Naomi.
    “ wow... quanta gente in giro oggi, ma non credo però che siano usciti tutti per vedere il concerto di Aunir” disse Naomi.
    L'uscita fu lunga dove i tre amici andarono a vedere alcuni negozi di abigliamento, di calzature, fino ad arrivare a mangiare in un fast food.
    “ Ne sei sicuro che qui sia tutto buono? E poi guarda quanta gente” disse Sinis guardandolo
    “ In effetti hai ragione Sinis, andiamo nell'altra, che e più vuota” disse Andrews .
    Si spostarono nel fast food successivo e li mangiarono qualcosa, giusto per riempire lo stomaco e poi andare subito a vedere il concerto di Aunir. Arrivati al concerto di Aunir che era già iniziato. Lei era vestita con un abito blù scuro, che lucicava sotto i riflettori, i capelli erano marroni che cadevano ordinati dietro la schiena, gli occhi erano blù, ed era una leonessa con una voce angelica, bellissima. Ai suoi lati vi erano i suonatori, vestiti anche loro benissimo. Sinis e Naomi non riuscirono a resistere e si misero a cantare a ritmo di Aunir.
    Il concerto durò due ore, dopo di chè tutti andarono via, e lei come aveva acennato anche alla fine smantellò tutto e andò via.
    La giornata stava volgendo al termine, ed eravamo tutti stanchi, infatti il viaggio di ritorno fu fatto silenziosamente, tranne alcune volte.
    “ Ti è pieciuta la giornata ? Andrews” disse Sinis che aveva la testa appoggiata a lui.
    “ Si mi e piaciuta molto, in particolare il concerto. A te Naomi?” chiese lui osservandola.
    “ Si la giornata e stata divertente, mi e piaciuto molto quando io e Sinis ti abbiamo preso in giro per il bacio ” disse lei sorridendo.
    Quando arrivarono a Nerei, la citta era deserta, quasi spetrale, ma loro non ci fecero caso, continuarono fino a quando non si separarono, con dei semplici saluti.
    Quando Sinis entro in casa, come sempre disse la solita frase “ sono tornata a casa “, ma vedendo che nessuno rispondeva, andò direttamente in soggiorno, ma quando apri la porta che dava in soggiorno, tutto cambiò.
    In quel momento le gambe di Sinis a stento ressero, ma si lasciarono cadere davanti al padre, che era ferito, e seduto in una pozza di sangue, che ancora tossiva, e come mia madre aveva la coda mozzata, e gettata da un lato. La mia felicità in un attimo si spense, e arrivò come un treno impazzito, una ondata di dolore, che non riuscì a trattenermi dal piangere, e neanche le parole che mio padre diceva mi facevano calmare.
    “ Sinis cara, io non so ancora per quanto resisterò, ma tua madre e morta subito, e io non tarderò, anche se noi non saremo al tuo fianco veramente, saremo per sempre nel tuo cuore, e ti basterà guardare lì per vederci, non ti disperare, la vita continua, non farti vincere dal dolore” disse lui facendo lunghe pause, e tossendo sangue, mentre mi teneta abbracciata. Il mio dolore non ostante tutto, divenne sempre più grande, e io cadevo in un baratro senza uscita, ormai non mi importava di nulla, il mondo iniziava a perdere tutto il suo significato. Da lì a poco mio padre mi diede un bacio e quella fù l'ultima cosa che fece, per poi morire. Io rimasi lì a piangere sopra mio padre, che ormai non avrei più rivisto, e tantomeno mia madre, non era più lo stesso senza di loro.
    Da lì a poco la terra iniziò a tremare, e tutto dentro casa cadeva, rompendosi in mille pezzi, io non mi mossi comunque, rimasi lì a piangere. Poco dopo, entrarono in casa mia Andrews e Naomi, anche loro dispiaciuti per la perdita dei loro genitori, così tutti e tre ci abbracciammo, pieni di dolore.
    “ Sinis ora dobbiamo andarcene via da qui, credo che il nostro pianeta stia per esplodere, e noi dobbiamo salvarci e continuare a vivere” disse, ma non ostante tutto, lo ascoltai. E mi presi in ricordo di mio padre il suo bastone di cristallo bianco, e con gli orecchini che avevo già, in ricordo di mia madre, che non avrei più rivisto. Appena presi tutto, Andrews mi trasicnò fuori da casa mia appena in tempo per vederla crollare su se stessa. Da lì andammo alla stazione militare, che era già crollata, mentre la terra si squarciava, noi decollammo con la unica astronave intera. L'abilità di Andrews nel pilotare la navicella ci permise di scapare in tempo, ma l'onda d'urto causata dalla esplosione, ci fece traballare, ma non ci causò danni anzi volammo tranquilli.

  4. #14

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    Citazione Originariamente Scritto da Sinis Orosis Visualizza Messaggio
    ma il genere di personaggi che metto io e furry,
    Ne conosco varie anche con zoomorfi: ti potrei consigliare ad esempio una partita a Star Control 2, che come avventura ha una gran bella trama epica dietro, e dei "cattivi" che non sono i soliti psicopatici insensati (eccetto forse gli Umga, ma il loro è *umorismo*). Guarda, questi sono temi comunissimi nel genere avventuroso/spaziale, anzi forse è difficile trovare una storia dove il pianeta del protagonista non sia distrutto/schiavetizzato/inabitabile/governato da politici italiani/ ecc... la differenza la fanno le persone di cui racconti la storia. Sono loro che contano, o meglio, il destino che si sono scelti.

    Se sono sembrato arrabbiato ti chiedo scusa, in realtà non ho nulla di personale; mi sembra solo superfluo chiedere opinioni se in realtà non si ha in mano veramente qualcosa su cui esprimersi.

    Comunque,
    Il testo è grezzo, ma c'è un minimo di struttura; al di la degli errori di fondo, può uscirne un testo piacevole.
    Mi sembra che tu ti sforzi di scrivere frasi complesse, ma il risultato per me è complicato. C'è una differenza tra le due cose: se nel primo è scrivere frasi molto articolate e saperle gestire, il secondo è quello non di non riuscire a gestire correttamente l'effetto che si crea quando si prova a dare parecchie informazioni in poco spazio. Si dicono molte cose, a volte anche in oppsizione, ma il passaggio tra le varie informazioni è brusco, si fatica a seguire il senso del discorso o il messaggio finale della frase, quale senso vuole avere o quale emozione vorrebbe trasmettere. Non servirebbe una semplice verifica, ma una riscrittura: sarebbe il caso di muovere alcune informazioni in frasi a sè stanti, o di accorpare alcuni passaggi tra loro. Servirebbe addolcire la rapidità con cui il lettore si trova a conoscere le varie informazioni, perchè assomiglia ad una canzone dove le note si susseguono tra loro con grossi sbalzi di tonalità.
    Ci sarebbe da rivalutare le descrizioni del personaggio. Molte informazioni non credo servano realmente, altre possono essere dette dopo, e in momenti dove servono di più per capire la situazione. Altre volte si creano contraddizioni su cosa si vuole far provare in certe frasi.
    C'è anche una certa fretta nel raccontare le cose. Vengono spiegate molte cose, ma sembrano susseguirsi con fretta, senza fermarsi, senza concentrarsi su che valore hanno, o cosa si prova realmente in quel momento. Raccontare qualcosa non consiste solo nel dire cosa succede, occorre mostrare anche cosa si prova. Invece qui si dicono molte cose, ma non ci si ferma a conoscere quei singoli momenti. Una caratteristica (abbastanza unica) della scrittura è la sua capacità di dilatare a piacere il tempo: puoi comprimere una vita in un solo istante, e allo stesso tempo far durare un istante una eternità. Caratteristica che qui non vedo usata, e si sente mancare. Si dicono tante cose, ma sembrano buttate li, come se non avessero peso. Non si sente il motivo per ricordarle, o per dargli importanza, di gran parte delle cose dette potremmo pure non sentirne la mancanza se fossero assenti. Vanno in molte parti, fanno questo, quest'altro, ma ha un peso emotivo tutto ciò sulla protagonista o su loro due? Sembra che tutto vada e venga, immagini inafferrabili.
    C'è anche un passaggio che non funziona. Si inizia con la protagonista inferma ed immediatamente subito dopo si parla della vita normale. Non si capisce il senso di questo passaggio: ci si trova a leggere cose totalmente diverse che non c'entrano con ciò esposto prima. Non si riesce a capire cosa è successo, o del motivo per cui sia tutto così diverso all'istante. E' un flashback? Lo devi spiegare, perché il lettore nella lettura non "pensa" da solo, si fa guidare dal testo, e se il testo non dice cosa succede, il lettore non se le immagina da solo. Senza un paragrafo di transizione non si capisce il senso delle sequenze successive.

    Eppure mi sembra che potresti avere qualche qualità per stendere un buon testo. C'è un mare di problemi, ma si possono rimediare.

  5. #15

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    beh... agli errori si rimedia, più che altro il personaggio e ancora influenzato dagli eventi quotidiani e dal fatto che comunque perderà tutto

  6. #16

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    La butto lì velocissima perchè a differenza di redpanda io non sono un professionista che ha un futuro nella letteratura stando a cosa dice la gente che conta, però quando uno sta per morire non fa discorsi arzigogolati.

    Probabilmente avrebbe detto: "Sto per morire come tua madre, pensaci ogni tanto BLAAAARGH"

  7. #17

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