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Discussione: [Q]Socrate il Semicane

  1. #1

    Predefinito [Q]Socrate il Semicane

    Allego degli scan perchè:

    -Scale a quanto pare ha già provato a cercare qualcosa e non ha trovato nulla
    -3 pagine su 48 è una preview onesta
    -linkare roba in francese non se ne parla: non poter LEGGERE queste pagine renderebbe inutile la segnalazione.

    --
    Sfar e Blain sono i promotori di un modo nuovo modo di disegnare i fumetti che, probabilmente, vi farà storcere il naso(*). E' una scelta filosofica e reazionaria a quel periodo di cui ho parlato in "Heavy Metal Furry", e la bilancia pesa decisamente sul lato della storia mentre i disegni, pur artisticamente validi, sono rilegati a un ruolo utilitario alla narrazione. Questo stile oltre che in Socrate si può vedere ne Il Gatto del Rabbino (sempre di Sfar), in una forma un po' meno radicale.


    L'idea di fondo è che il fumetto è un linguaggio che non permette la piena espressione della propria ispirazione perchè "oberato" dal disegno. Se per scrivere un racconto breve ci impieghiamo un pomeriggio, per articolare una minima storia a fumetti ne impieghiamo quattro volte tanto, e questo tempo che separa l'ispirazione iniziale dalla realizzazione tecnica "degrada" il risultato, togliendo spontaneità e introducendo rigidità tecnica a ogni fase lavorativa (matite, cleanup, chine, colorazione). E se questo è il danno, ci aggiungiamo la beffa: il lettore impiega venti secondi scarsi ad assorbire il lavoro di 20 ore. Non sembra un buon affare.

    Socrate è un fumetto disegnato alla stessa velocità con cui si compone una pagina di testo, e si vede sia per la freschezza che per la scorrevolezza delle vignette. Si narra delle opinioni e riflessioni del cane di Ercole, nato metà filosofo e metà cane. In italiano credo sia disponibile solo il primo volume, ed è un peccato, perchè avrei letto volentieri le critiche di Socrate a Ulisse, nel volume 2. Sempre di Blain potete recuperare invece Limitatore di Velocità, che è un capolavoro -mi dicono-, ma che non ho ancora letto.

    La parte più interessante del volume, al di là delle osservazioni schiette e divertenti nelle pagine che ho allegato, sta nei dibattiti tra Socreate e Eracle sulla differenza tra essere una leggenda da narrare, e narrare una leggenda. Non mancano battute surreali e brillanti ("Abbaiare è al di là delle mie forze") nonchè varie belle osservazioni sul comportamento "alieno" degli esseri umani fatte nello stile del mono/dialogo filosofico, e una sequenza veramente bella in cui Socrate descrive il lato oscuro e violento di sè.

    Ho partecipato a un incontro con Blain a Bologna in occasione di un vecchio BilBolBul, dove le tavole di Socrate e del Gatto del Rabbino erano in esposizione. Gli ho fatto arrivare la domanda: "ma perchè questo fumetto viene colorato?" Perchè in tutta onestà, in bianco e nero è molto più apprezzabile e la colorazione va contro l'idea di "realizzazione istantanea" tanto decantata, e ha risposto che l'ha costretto l'editore (in Francia e negli States il fumetto in bianco è nero è trattato malissimo).
    Oh, beh. L'arte è fatta di compromessi
    --

    (*)Perchè a me, per la verità, non garba granchè, anche se alla lunga diventa un gusto acquisito.
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    Ultima modifica di Alpha0; 10/03/2010 alle 14:38


  2. #2

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    Dai... Apparte il Disegno che Apprezzo tantissimo, Fresco e Istantaneo...
    Troppo Comico!
    Li trovo davvero Divertenti.

    Sul piano tecnico... direi che il colore non guasta Certo in Bianco e Nero la storia si fa più interessante... Le Tavole diventerebbero degli oggetti di Design da appendere (il Design è pur sempre una delle tante Braccia dell'Arte intesa come Universo Immenso) Ma purtroppo se il diktat è quello... La Mia opinione è comunque quella di un profano.

    La Frase che segue è di Alpha 0:

    "Se per scrivere un racconto breve ci impieghiamo un pomeriggio, per articolare una minima storia a fumetti ne impieghiamo quattro volte tanto, e questo tempo che separa l'ispirazione iniziale dalla realizzazione tecnica "degrada" il risultato, togliendo spontaneità e introducendo rigidità tecnica a ogni fase lavorativa..."

    E' per questo che io ho sempre e solo fallito con il Fumetto.

    Tra le altre cose non la conoscevo questa serie, ti pareva XD

  3. #3

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    Davvero bello questo fumetto.
    Penso che i colori comunque non devastino così tanto l'opera alla fine. Per me danno un pò più vitalità alla tavola.

  4. #4

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    Decisamente si, sembra quasi scketchato e ripetitivo come disegni (intendo come se la stessa cosa venga solo ripresa e riportata nelle vignette successive!), però è scorrevole... e soprattutto c'e' il mezzo cane, ancora ci rido

    E' da trovare!

    Peccato per i volumi successivi
    "E la notte scese senza stelle,
    li capii che mi ero spinto oltre quel limite invisibile,
    ora anch'io ero capace di gesti ignobili alla vista di altri,
    di normale vita agli occhi miei.

    Sporco come non mai e libero dentro,
    continuai il mio viaggio,
    ora rinato come altra essenza nata dal vento.
    "

    RedFoxy - Notte senza stelle

  5. #5

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    Il concetto di fumetto veloce e' davvero molto interessante. Anche io avrei voluto farlo, quando ho lasciato perdere gli inchiostri e ho iniziato a disegnare a biro sui fogli da stampante, ma credo che non sia facile liberarsi dall'ossessione dei dettagli!

  6. #6

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    Ti dirò, mi va bene anche a colori, anzi, fa naif.
    Mi piace, grazie della segnalazione.

  7. #7

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    Grazie per le scansioni, ne valeva la pena. Chissà quanto tempo richiedeva ogni tavola? Il disegno è essenziale ma comunque ci sono diverse finezze nelle scene movimentate.

    (in Francia e negli States il fumetto in bianco è nero è trattato malissimo).
    Questo mi ricorda la storia altamente epica di un gruppo di artisti furry della vecchia guardia che intorno al 1996 organizzò una spedizione al festival di Angoulème, per far conoscere agli europei i fumetti prodotti dal fandom americano...
    Spoiler: non andò molto bene.

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