scusate ma non ho ancora in mente un titolo adatto......
ho preso un po' spunto da "le zanne del lupo"
ma la storia sarà totalmente diversa
è solo il primo capitolo per ora ma ho già cominciato il secondo
spero che vi possa piacere....
è la prima volta che scrivo una storia per cui
non siate troppo cattivi
ciauz e spero che vi piaccia
Cap.1 Vita e morte
Nell'aria del castello,persisteva un odore acre,
fin troppo spesso, urla di donna facevano raggelare il sangue nelle vene.
Un viavai di servitù con asciugamani puliti e catini colmi di acqua calda,
si affaccendava fuori dalla camera della principessa;
Le urla andarono avanti fino a notte inoltrata, a un tratto le urla di dolore,
vennero sostituite da un pianto lamentoso ma tenero di neonato.
Lei, Sara, era distesa sul letto, l'ostetrica ai suoi piedi in fretta e furia,
dopo aver preso in un asciugamano il nuovo nato, tagliava il cordone.
Quando Sara sentì i pianto del piccolo,i suoi dolori sparirono,
lasciando al loro posto un profondo senso di appagamento,
riuscì a vedere solo una manina del suo rampollo, come il padre,
una folta peluria sporca di sangue la ricopriva, lasciando scoperti palmi di mani e dita,
al loro posto vi erano dei morbidi e rosei cuscinetti.
Il padre del giovane erede è un bottegaio,
lavorava in piazza, nella sua bottega piena di merci di ogni tipo,
era li che la donna l'ebbe conosciuto, si chiama Pervius, lui non si vedeva da mesi in città,
e la sua bancarella vuota era stata presa da un forestiero.
A insaputa della popolazione, Pervius era stato bandito dal re, il padre di Sara,
dopo che ebbe scoperto la relazione tra i due giovani concubini.
Sara quella notte, non ebbe opportunità di vedere o toccare il suo discendente,
nel momento in cui vide quella zampina uscire dall'asciugamano,
con un sorriso compiaciuto in volto svenne stremata.
La balia che ricevette dall'ostetrica quell'asciugamano con il suo prezioso carico,
corse dal re per informarlo del sesso del nascituro e della sua salute,
non ché della salute della figlia.
Entrando nella sala dove il re attendeva pensoso notizie, la balia venne bloccata dal re sull'uscio:
<<Mia figlia? Come sta' mia figlia?>> disse il re angosciato.
<<vostra altezza, vostra figlia sta' bene>> disse la balia continuando
<<è solo stanca, ha avuto un parto ostico ma starà benissimo dopo qualche giorno di riposo>>
tentò di parlare del principe <<è una femmina mio signore! È sana e fort...>>
<<silenzio balia! Silenzio! Non voglio sapere nulla.>> disse il re interrompendo la balia,
<<non mi interessa nulla di quell'....errore di mia figlia>>disse il re con una lacrima in volto
<<la legge parla chiaro, non sono concessi rapporti di parentela tra membri della corte e mezzuomini>>
continuò <<mi sono limitato con il padre ad esiliarlo, mia figlia mi odia già per questo,
faremo credere a mia figlia che la.. creatura è morta poco dopo la nascita per complicazioni>>
il re fece una pausa, cercando le parole per dire ciò che la balia avrebbe dovuto fare,
<<la creatura non deve esistere per il mondo>>
<<ma mio signore la piccola è sana e forte, la crescerò io di nascosto, come fosse mia>>
rispose la balia perplessa e inorridita da ciò che aveva capito dalle parole del re,
<<no balia non si può, si sapeva che mia figlia era in cinta e che tu sei la balia di corte,
il popolo non deve sapere oppure.....>>
<<capisco mio signore, conosco le leggi, dovreste uccidere vostra figlia e la piccola>>
rispose ancora una volta la balia afflitta e sconsolata
<<ma non possiamo uccidere vostra nipote, la principessa che per di più è bellissima>>
<<silenzio balia, voi farete ciò che vi ordino!>>
disse il re autoritario
<<andate dal mago di corte, fatevi dare il più potente veleno indolore e.... uccidete la piccola,
dopo portatela da me, voglio vederla quando sarà morta>>
continuò ad occhi chiusi e piangendo,
<<ora andate balia, sapete ciò che dovete fare>>
la balia uscì dalla stanza senza dire una parola, in lacrime anch'essa,
sapeva bene che se avesse disobbedito avrebbe subito la stessa sorte della piccola,
piangendo a fiume, bagnando l'asciugamano dove la piccola dormiva,
si diresse verso la torre del mago di corte, mentre saliva le scale continuò a pensare,
un fulmine a ciel sereno, si ricordò di una vecchia amica che aveva aiutato da giovane,
anche lei mezzuomo, avrebbe potuto crescere la piccola come sua,
restava però il problema del re.
Arrivata sull'uscio della stanza del mago, aprì la porta ed entrò,
il mago senza darla tempo di dire nulla, disse:
<<so cosa devi fare e cosa pensi in realtà di fare...>>
la balia presa alla sprovvista tentò la fuga ma la porta si chiuse a chiave,
la chiave volò nella mano del mago che la mise in tasca.
<<te ne prego, fammi salvare questa piccola creatura! Abbi pietà!>>
rispose la balia ricominciando a piangere,
<<non angustiarti balia,non voglio fare niente ne a te ne alla piccola, la penso come tè>>
sorpresa la balia restò in silenzio, sull'uscio in attesa,
<<per fare credere al re l'avvenuta esecuzione della principessina,
ti darò una pozione che induce una falsa morte, questo ti darà la possibilità di lasciare il castello con la piccola,
quando avrai raggiunto la tua debitrice, farai bere l'antidoto alla cucciola e si sveglierà,
ora prendi...>>
disse il mago porgendo la mano aperta con una boccetta viola,
<<fanne bere due o tre' gocce alla piccola>>
la balia prese la fiala ma disse:<<come posso fidarmi, lavori per i re di questa corte da secoli,
non riesco a fidarmi di te>>
il mago, prendendo una seconda boccetta dallo scaffale disse:
<<posso capirti, ma per dimostrarti che è innocuo bevine tu un sorso,
ti risveglierò io con qualche goccia di questo>> le mostrò una boccetta verde dicendo:
<<questo è l'antidoto>>
la balia posò la piccola sul letto del mago vicino alla porta, facendo attenzione a non svegliarla,
si sedette su di una sedia vicino al tavolo del mago, dopo una fuggevole occhiata agli alambicchi,
chinò la testa, tolse il tappo dalla boccetta e la fisso qualche istante,
porse un ultimo sguardo alla piccola e bevve.
Ebbe giusto il tempo di rimettere il tappo alla boccetta che svenne, non più un respiro,
il cuore della balia non batteva più, perse subito il colorito della vita che si sostituì ad un pallore grigiastro,
la pelle divenne fredda, senza vita, a quel punto il mago le si avvicinò, tolse il tappo dalla seconda fiala,
inumidendosi le dita della mano libera, con il liquido rossastro fuoriuscito dalla stessa,
strofinò le labbra della falsa defunta, questa subito riprese vita, il colorito tornò normale,
il cuore riprese a battere, sollevando il viso e guardando il mago negli occhi,
la tata prese la fiala dalle mai del mago e ne bevve un sorso, temendo uno scambio durante il risveglio
<<non berla tutta>> disse il mago <<o non ne resterà per risvegliare la piccola>>
a quel punto la balia corse con gli occhi alla piccola, era ancora lì dove l'aveva lasciata,
sul letto del mago, arrotolata nell'asciugamano bianco.
Le si avvicinò nascondendo tra i seni la boccetta dell'antidoto, dopo aver rimesso il tappo,
prese in braccio la piccola, il mago le si avvicinò da dietro,
raccolta la boccetta viola con la pozione , pose una mano sulla spalla della nutrice porgendogli la fiala,
<<versane qualche goccia nella bocca della piccola, si addormenterà e potrai portarla dal re
come morta, potrai risvegliarla una volta dalla tua amica senza paura di conseguenze>>
lei prese la fiala e ne cavò nuovamente il tappo, la portò al naso,
lo stesso odore di quella che bevve lei poco prima,
prese un respiro e ne versò due gocce nella bocca della neonata,
questa, dopo una smorfia, si irrigidì come appena morta,
come la balia poco prima, perse il colorito e divenne fredda.
<<ora vai dal re>> disse il mago <<poi con una scusa esci dalla corte e porta via la piccola>>
la chiave volo fuori dalla tasca del mago, infilatasi nella toppa fece due giri e la porta si aprì,
la balia scese frettolosamente le scale della torre, e di corsa si diresse verso il salone dove il re attendeva,
le guardie e i servitori erano in licenza forzata indetta dal re, così che non ci fossero testimoni,
si sforzò di piangere così da rendere ancora più credibile l'imbroglio,
arrivata all'ingresso del salone entrò, in lacrime si avvicinò al re.
<<eccomi signore ho fatto ciò che avete chiesto, ho ucciso la principessa>>
porse il fagottino al re
<<no.. NO!! non ne ho la forza..... ora vai nel cimitero della chiesa, li troverai il sacrestano,
ti aiuterà a seppellirla in una fossa comune.>>
<<mio signore, vorrei se posso>> disse la balia singhiozzando,
<<darle una degna sepoltura nel mio paesino di origine,ovviamente non metterò il nome vostro,
le darò il mio, come se mi fosse morta una figlia.>>
<<accordato>> rispose il re, <<ti metterò al servizio lo stalliere e una carrozza,
ora vai e non parlare a nessuno di quello che è successo questa notte.>>
concluse il re congedandola.
Usci dalla stanza coprendo completamente la piccola, si diresse alle stalle,
trovò una carrozza pronta in attesa, vi salì e fece segno al cocchiere di partire,
non lasciò mai il corpicino addormentato.
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