Un punto di partenza, vediamo come prosegue. ^_^
Vecchio postatore
Essendo pensata per il web la storia si articola in capitoli di breve durata, di cui il primo è il più corto, per essere di più facile lettura su uno schermo. Non mi resta che augurarvi una piacevole lettura e ricordarvi che aspetto i vostri commenti.
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Capitolo 1La notte è fredda, l’inverno incombe e spinge con il suo gelido abbraccio tutto in sogno pieno di incubi, ma lì, nel cuore del nulla, nelle profonde valli dell’est è la vita a trionfare. Il piccolo villaggio fortezza, costruzione tipica della zona, è avvolto nell’oscurità, poche luci accese, i fuochi delle sentinelle e le candele di una casa.Cuore di lupo
Proprio qui, una donna è distesa nel letto, piange per il dolore, si morde le labbra fino a farle sanguinare, ma non grida, non urla...è forte e per persone come lei non c’è posto per il dolore. L’ostetrica scuote la testa, è preoccupata, il parto non sembra andare bene e quei occhi del colore del ghiaccio puntati addosso di certo non l’aiutano. Quando il travaglio si era fatto arduo aveva cercato in tutti i modi di fare uscire il neo-padre, ma come ogni bravo militare che si rispetti, la testardaggine era una delle sue virtù. La madre strilla, ma nel suo urlo non c’è nulla di umano, il figlio nasce, ma il suo pianto non è quello di un bambino. L’ostetrica tagliò di fretta il cordone ombelicale e affidò il piccolo essere al padre, nessuno immaginava che sotto quella scorza di comandate ci fosse qualcuno dal cuore tenero, che quelle mani ricoperte di pelo bianco e artigliate potessero essere così aggraziate, eppure il vecchio mezzolupo prese con grazia il cucciolo e lo strinse a se, in lacrime. La sua consorte era tra la vita e la morte. Finalmente l’ostetrica convisse il padre ad uscire con il piccolo, la porta si chiuse alle sue spalle. Ora era solo, con il suo dubbio e il suo cucciolo, resto lì a riflettere per dei minuti, tanti minuti, troppi minuti...l’ostetrica non usciva. Quando la candela che illuminava il piccolo soggiorno si spense il sole faceva capolino all’orizzonte e il piccolo dormiva tranquillo tra le braccia del padre. Il generale aveva il volto bagnato, nonostante si era imposto di essere felice per la nascita del figlio aveva pianto tutta la notte, silenzioso ed immobile. Quando l’ostetrica usci dalla stanza il mezzolupo la fisso, quei secondi gli sembravano interminabili. La giovane donna aveva il volto segnato da profonde occhiaie scure, alcuni dei suoi ferri sbucavano da fuori la borsa, ed erano tutti incrostati di sangue. La porta della camera da letto si chiuse, quel tonfo fece mancare un battito al padre. L’ostetrica guardo il generale e disse sorridendo:
“La lupa vuole vedere suo figlio, il piccolo avrà fame”
Le lacrime del generale furono accompagnata dal guaire affamato del piccolo.
La lupa stava bene, giaceva lì distesa nel letto, il suo pelo scuro macchiato di sangue in più punti, era stanca ma sorrideva.
“Asche, si chiamerà Asche”
Disse allattando il cucciolo.
Ultima modifica di Asche Wolf; 26/11/2008 alle 22:08
Simpatico. (P.s All'inizio ripeti troppe volte est. Si sotto intende che è ad est, lo dici all'inizio.. Lo hai scritto te?)
![]()
Vecchio postatore
Effetivamente è una ripetizione, sostituisco. Comunque si, l'ho scirtto io e sto lavorando sul secondo capitolo, la storia prendere vigora comunque dal 3°.
mi piace molto. Ma è un libro oppure una favola?
Vecchio postatore
Breve storia fantasy mediavale ambientata nel mondo di Morgenstern, le terre del GDR che gestisco.
Capitolo 2L’estate era ormai prossima alla fine, le giornata erano sempre più fredde e il verde accesso dei frutteti e dei campi del villaggio andava lentamente sfumando nei toni del giallo e del rosso.Fuoco dell’oblio
Un sottile vento si era levato in quella giornata insolitamente calda per il periodo quando Ulv si affaccio all’uscio:
“Teufel! Asche! il pranzo è servito”
I due lupi come al solito non sentirono l’avviso, erano ormai passati 18 estati dal quel freddo inverno e da quella tribolata nascita, Asche era diventato un lupo forte e massiccio, era già alto quasi quanto il padre e come lui aveva intrapreso la carriera militare. Teufel, il bianco lupo padre di Asche, si divertiva ad allenare il figlio anche se un brutta ferita ai tendini del braccio destro l’ho aveva costretto ad abbandonare la guardia cittadina, il suo posto di capitano adesso era occupato dal figlio del capo-villaggio, un ragazzo grassoccio e borioso che Asche mal sopportava e che dal canto suo avevo eredito dal padre un profondo odio razziale verso le razze degli uomini bestia.
“Se non volete venire darò il vostro pranzo ai maiali”
Questa volta la minaccia raggiunse le orecchie dei due lupi, Asche stava già rifoderando la grossa ascia ad una mano con la quale si allenava e stava per correre quando il padre ghignante meno un improvviso fendete di spada dall’alto in basso, il vecchio lupo combatteva solo con la mancina ed era meno forte dell’allenato braccio del giovane figlio ma ancora sapeva qualche trucco, il colpo cadde di piatto tra le caviglie del giovane facendolo cadere a faccia in giù nel fango, con la spada ancora impugno e un ghigno divertito il vecchio lupo scavalco il corpo del figlio:
“Il tuo pranzo per oggi sarà il fango, la tua porzione la mangio io!”
Disse scherzoso il padre, senza rendersi conto che una delle zampe di Asche lo aveva efferato per una caviglia e lo sbatteva al suolo:
“Padre, gustatelo voi il fango”
Disse Asche rimettendosi lentamente in piedi. Da quell’improvissa astuzia dei due combattenti sarebbe potuto nascere uno scontro interminabile, ma una secchiata di acqua gelida calmo gli animi. Ulv sorrideva con il secchio ancora in mano:
“Non speravate mica di entrare in caso così sporchi mi auguro”
“Non di certo...cara...”
Disse Teufel scrollandosi di dosso l’acqua.
Il pasto fu semplice e rapido, Asche era soldato semplice ed era costretto a lavorare anche 16 ore al giorno, subito dopo il pranzo gli attendeva un noiosissimo lavoro di scorta ad una carovana commerciale che doveva portare i prodotti in un villaggio li vicino.
Finito il pasto Asche indosso la cotta di maglie che la guardia gli aveva affidato, l’armatura gli stava stretta, non era di certo calibrata per il corpo di un mezzolupo e visto chi era il generale fare richiesta per una nuova armatura sarebbe stato del tutto inutile. Maledicendo il giovane Asche rifoderò nel fianco destro la spada della guardia e nel sinistro la sua tanto adorata accetta e si recò alle caserme. Fu strigliato per il minuto di ritardo è costretto ad effettuare 20 flessioni con il capitano della guardia accovacciato sulla schiena:
“Voi mezzilupi siete i più disgustosi di tutti gli uominibestia, a questo villaggio tu e tuo padre avete portato solo rogna, e adesso muoviti e vedi di darti un aspetto dignitoso e già abbastanza disonorevole che uno come te porti al fianco la spade delle guardie”
Disse il borioso generale prima di congedare Asche e di spingerlo ad unirsi al gruppo di 4 persone che avrebbe scortato la piccola carovana.
Il viaggio fu semplice ma impiego più tempo del previsto e Asche ritorno al villaggio solo la sera, un aura rossastra si levava dalla zona dei campi vicino la quale abitava il giovane mezzolupo, ma nessuno fece caso a quel sinistro bagliore. I fienili in quel periodo erano traboccanti e non di rado qualche contadino sbadato faceva cadere la lanterna scatenando un incendio.
Arrivando al villaggio Asche decise di dirigersi verso casa, un suo commilitone gli aveva detto di andare assicurandogli che sarebbe stato lui a fare rapporto al generale del viaggio.
Il mezzolupo si diresse verso casa, l’aura rossa veniva proprio da quella direzione, il dubbio si insinuo nella sua mente, poi divenne paura, terrore, Asche accelera il passo, e infine il tormento. Davanti a lui un piccolo gruppo di uomini si affaccenda con dei secchi a bagnare i tetti delle case attigue alla sua, di cui ormai solo qualche pillastro resisteva ancora alla furia di quelle fiamme degne dell’inferno del Dio Phatos.
“Asche! Asche!”
Lo chiamo il capo-villaggio:
“Abbiamo fatto il possibile, l’incendio è divampato sicuramente dalla cucina, i tuoi non si sono riusciti a salvare, una trave a bloccato la porta, sono rimasti li dentro....”
Disse tutto di un fiato con un aria di finta tristezza. Asche mosse qualche lento passo verso la casa, le fiamme erano di un rosso vivo, non avevano di certo risparmiato nulla. Cade in ginocchio, il suo cuore smise di battere, il suo corpo divenne freddo, il suo occhi del colore del ghiaccio persero ogni espressione...il suo corpo sopravviveva ma la sua anima era morta in quell’inferno di fiamme, arsa viva a fianco di sua madre e suo padre. Nessuno lo avrebbe aiutato, nessuno lo avrebbe consolato, adesso era....solo....
Ultima modifica di Asche Wolf; 27/11/2008 alle 15:59
Ho letto anche il secondo capitolo. E' molto ben scritto (a parte le solite ridondanze delle parole) Anche se, te lo devo dire, ci sono poche descrizioni. Cmq mi piace cm scivi.. (ma chi sono i mezzolupi? e i uominibestia? Noi?)![]()
Taliesinthedragoon
Taliesin-the-dragoon
Taliesin MeiklejohnSono daccordo con Pendragon, mi piace! L'unico appunto che posso farti è la presenza di qualche errore banale tipo "avevo eredito" invece di "aveva ereditato", "fendete" al posto di "fendente e qualche altro. Dagli un'occhiata.... per il resto è ok :3
Vecchio postatore
Poco descrittivo...si è vero...nei prossima capitoli in cui la storia si farà più interessante baderò a tale nota. Gli errori, ci starò più attento, ma scrivendo di getto succede....vedrò che posso fare.
Per risponderti Pendragon, il racconto è ambientato in mondo fantasy con le solite razze (uomini, elfi, drow e nani) create dagli dei creatori del mondo, gli antichi, e una razza, gli uomini bestia, creata dai cossideti dei del Caos. Tale creature si suddividono in varie sotto razze, gli uomini lupo, mezzilupi dispegiatamente, sono una di queste.
Ripeto che mi piace veramente.. E spero di leggere il seguito. Anche se la storia e triste..![]()
Ultima modifica di Pendragon; 27/11/2008 alle 21:46

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